sabato 30 ottobre 2004

Bambina matta

5 anni fa ero una bambina matta. Oggi sono ancora un po' bambina, e sono ancora matta! Tra 40 anni sarò, se ci sarò, una vecchietta matta, D'amore. Uscirei vestita d'avorio. Ancora e ancora.

martedì 21 settembre 2004

Aspetta e spera
Pensiero piccolo e insistente, ti fai attendere. Per essere più prezioso, per essere più importante. Forse per lasciarmi il tempo di diventare grande, di capire più cose. Ma quanta incoscienza serve... ...e il fatto è che più passa tempo e più incosciente divento. Piccolo mio, non farti aspettare troppo. Voglio aspettarti e poi conoscerti. Impegnati. Voglio essere mamma.

mercoledì 7 luglio 2004

Piccole metamorfosi...

Arriva un momento in cui la testa inizia a girare alla rovescia. E' possibile? Natura? Follia? Sana incosapevolezza o improvvisa responsabilità....forse un po' tutto quanto. E' successo, è arrivato il quotidiano, il conosciuto, il normale e d'improvviso s'è portato dietro un "mannaggia", un "peccato". Voglio un'altra normalità, desidero un'altra normallità. Di questa ne ho avuta tanta, ora ho le radici salde, pronta per nuovi fiori. E nuove piccole gemme.

domenica 30 maggio 2004

Fuochi d'artificio

Mmmmmmmm, che belli!!! Resterei ore a guardare quegli istanti colorati!

venerdì 28 maggio 2004

Futuro.

Non mi voglio aspettare nulla, ma quanto scalda giocare con le costruzioni dei propri desideri..... Resto disillusa, forse sto diventanto grande, o forse mi difendo da tutti i progetti e i sogni che faccio a sproposito. Un futuro vicino. Temporalmente e spazialmente. Raggiungo una meta e subito guardo l'orizzonte. Sperando che l'orizzonte si avvicini.

giovedì 27 maggio 2004

Binari....

Oggi mi gustavo quel treno che stentatamente entrava in stazione...pensando a chissà quanto sarei stata ansiosa se sul mio binario ci fosse stato qualcuno ad aspettarmi. Mi son gustata le facce della gente,persone intente a scrutare l'orario di arrivo dei treni per poi illuminarsi in sorrisi raggianti, ed era facile intuire che sul loro binario stava per arrivare quel treno, proprio quel treno importante. Con sopra persone ansiose di abbandonare quello stillicidio di ferma e riparti alle porte della stazione... Mi son gustata i colori della gente, i vestiti coi campanellini di una signora indiana, una bimba in braccio alla mamma al settimo sonno, gli accenti meridionali dei militari, gli arrivederci difficili davanti ai treni in partenza. Girando tra i negozi, per due volte entrando ho sentito chiamare il mio nome, ma ovviamente chiamavano mie omonime...però era strano sentirsi chiamare, e due volte...piccole scaramanzie... Bella fettina di giornata cosmopolita.

lunedì 24 maggio 2004

vediamo un po'

Sinceramente vincere le remore contro questo mezzo mi è un po' difficile. Le mie cose messe alla mercé di tutti i curiosi....poco mi piace. Però c'è una piccola parte di me che vuol giocare. Questo luogo, in fondo, protegge la mia identità, o forse ne genera un'altra, e sta proprio a me scrivere la carta di questa identità. Non mi rende aliena, non mi rende altra, non mi contamina.... ma chi sa se quel che metto qui è realmente mio? Inizia a piacermi quest'altra me, voglio stare al gioco, essere il personaggio che ha trovato il suo autore.... Gioco sia...voglio lasciare una domanda a me stessa...cos'è l'identità? Quella che conosco io, o quella che gli altri credono che io abbia?